
Nel termine è il riferimento alla natura di questo salume, costituito dalle masse muscolari situate lungo le vertebre del collo del maiale, tra l'attaccatura della testa e la quinta-sesta costola del carrè. La carne viene salata, aromatizzata con cannella e chiodi di garofano, insaccata in budello naturale di calibro adeguato e legata con cura prima di essere posta a stagionare da sei mesi a un anno.
Trattandosi di un pezzo di carne intero le percentuali di grasso sono molto variabili, ma mediamente attorno al 25%. La coppa, come il culatello e tutti i salumi compatti, tende a rinsecchirsi: per ovviare al problema c'è l'espediente di ammorbidirla con bagnature di vino bianco, brandy o altri alcolici. Salvo insaccarla rivestendola con pasta di sopressa, ottenendo così uno dei prodotti più pregiati della tradizione vicentina.